Sans despartir
Motto di Arduino d'Ivrea Re d'Italia, 1002-1014

Priorato fruttuariense S.Secondo di Cortazzone

La chiesa risulta in un diploma del 1041 dell’imperatore Enrico III e fu infeudata dal vescovo di Pavia ai benedetini. Fino alla metà del XIII sec. fu legata al priorato fruttuariense di San Secondo della Torre Rossa di Asti, soggetto alla potente abbazia di Fruttuaria in San Benigno Canavese (To), fondata dall’abate-architetto Guglielmo da Volpiano. Con l’altro priorato romanico fruttuariense di S. Nazario e Celso di Montechiaro rappresenta il più significativo monumento romanico del Monferrato, ed è oggi monumento nazionale. Pur nelle sue forme minute, questa chiesa a schema basilicale è uno gioiello in cui sono state utilizzate con grandissima maestria dai monaci fruttuariensi le caratteristiche energetico-fisico-telluriche del sito, posta su una vena di acqua già utilizzata dal pregresso tempio celtico. Per le suddette caratteristiche presemta  delle forti somiglianze con quella coeva di S.Stefano al Monte di Candia. Le tre vene d’acqua sotterrane che scorrono a circa -27 metri si incrociano in due punti, su di uno vi è l’altare principale sull’altro un cerchio rituale che serve da punto finale del “percorso di guarigione” di cui l’ingresso segnalato da una pietra è la partenza, si ha poi un saliscendi vibratorio che cambia ogni metro circa. E’ stato rilevato dagli apparecchi il punto ancora consacrato (in cui si trovava la fonte battesimale), carico di energia a 18.000 u.B. e perpendicolare ad una delle tre vene acquifere. Il percorso rituale veniva utilizzato sia per cerimoniali religiosi sia per pratiche di “cura energetica”, un po’ come oggi giorno si utilizza nelle metodiche di magneto e pranoterapia. Nelle absidiole laterali si è evidenziata la presenza sotto il pavimento dei resti di due monaci o cavalieri, quasi sicuramente templari, tenuto conto dei simbolismi dell’Ordine presenti un po’ ovunque in tutta la chiesa. Alcuni simboli rappresentano sirene con due code, serpenti,  motivi ad intrecci di chiara matrice templare, ci indicano vene acquifere sotterranee contrassegnate dai manufatti testimonando l’importanza geo-iologica del luogo, Si suffraga la tesi dell’intervento decorativo anche posteriore al 1100. Sopra il portale di ingresso, all’esterno, motivi decorativi a conchiglia ricordano il passaggio dei pellegrini sulla via tra Asti e Chivasso diretti in Francia e sono testimonianza -come già in altri luoghi, basti pensare alla Pieve di Ruspaglia in S.Giorgio Canavese-dell’ospitalità fornita direttamente a questi ultimi da parte dell’Ordo Fruttuariense in collaborazione stretta con l’Ordine Templare.


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10.10.2013 - Abbazia di Fruttuaria, San Benigno (To). Confraternita Ordine di S.Maria di Ivrea -Laicato benedettino

10.10.2013 – Abbazia di Fruttuaria, San Benigno (To). Confraternita Ordine di S.Maria di Ivrea -Laicato benedettino

Si è svolto giovedì 10 ottobre 2013 l’evento religioso promosso a San Benigno Canavese dall’Associazione “Rievocando Fruttuaria”, l’importante cerimonia tenuta dalla “Venerabile Confraternita dell’Ordine di Santa Maria d’Ivrea – Laicato Benedettino”, che ha così concluso nel Canavese, presso l’Abbazia di Fruttuaria in San Benigno Canavese, il lungo pellegrinaggio europeo nei Santuari Mariani, iniziato nel mese di settembre con Fatima, proseguito a Santiago di Campostela e presso la Santa Sede di Roma. Si è voluto terminare onorando un luogo della nostra Italiareso celebre  nel medioevo dall’istituzione monastica benedettina, con la fondazione di Fruttuaria da parte di San Guglielmo da Volpiano e la sua dedicazione a «Maria Assunta». L’abate benedettino fu personaggio di fama europea, legato alle vicende dell’ultimo re del Regno Italico, Arduino d’Ivrea, che al termine della sua vita, penitente e riconciliato, si fece egli stesso benedettino. La cerimonia di entrata nell’Ordine di Santa Maria di Ivrea dei nuovi confratelli laici, a quattrocento anni dalla scomparsa dell’ultimo monaco benedettino fruttuariense Padre Mollo, si è svolta presso la cappella dell’Istituto Salesiano Don Bosco, tenuta dal Reggente Dom Emanuel d’Able do Amaral Osb, Arciabate del Monastero di San Benedetto di San Salvador di Bahia – Brasile, Presidente della Congregazione Benedettina Brasiliana e Cappellano Mor, con la presenza del Giudice della Venerabile Confraternità di Santa Maria di Ivrea, il Marchese D. Luís Roberto di San Martino-Lorenzato di Ivrea, attuale Capo della Casa di Ivrea. La S.S. Messa in onore di S.Maria di Ivrea, S.Benedetto, S.Maria Maddalena, in memoria dell’apparizione della Vergine Assunta al re Arduino d’Ivrea, è stata concelebrata in abbazia dai Padri benedettini Dom Emanuel d’Able do Amaral e Dom Bento Albertin, Priore della Basilica di Santo Stefano di Bologna. Presso il salone “Delle Lanze” dell’ex palazzo abbaziale, si è concluso l’evento con la cena di beneficenza, ospite d’onore S.E. Rev.ma Monsignor Edoardo Aldo Cerrato, vescovo della diocesi d’Ivrea. Hanno presenziato alla solennità religiosa tanti fedeli e devoti canavesani (V.F.)

Link to: http://studiolegaledidirittonobiliare.com/eventi.htm


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Labarcadifruttuaria

La nave di Fruttuaria – Mattone in cotto a stampo Bifora del chiostro, sec. XIV(?)

L’arcangelo Michele detto “psicopompo” a cui era dedicata l’abbazia benedettina di Fruttuaria in San Benigno C.se (To) era notoriamente il traghettatore delle anime dei defunti. Appare quasi superfluo considerarne l’importanza per i monaci di stampo cluniacense, quali i fruttuariensi furono, votati al compito importante della preghiera in suffragio delle anime del purgatorio. San Michele «traghettava» nell’aldilà le anime dei  defunti e veniva rappresentato con uno scudo rotondo in alcune monete longobarde, tra le quali il Tremisse aureo. Ossia, secondo la Teologia Cristiana, l’Arcangelo è Psicopompo, Traghettatore di Anime, assieme ad altri Spiriti eletti. Fu lui con Gabriele a trasferire il Corpo purissimo di Maria SS. in Cielo, ed è singolare che l’Abbazia sia proprio dedicata a Maria Assunta. Da qui Michele assume il tipo iconografico forse più antico, che in Oriente permarrà molto a lungo, cioè accompagnato dagli attributi del “globo”, talvolta crucesignato, e della “lancia-bastone”, cavalca e schiaccia il “serpente-dragone” (satana), elementi simbolici tutti presenti nello stampo del mattone di Fruttuaria . La presenza del globo nelle rappresentazioni dell’Arcangelo è senza dubbio ripresa delle più antiche rappresentazioni bizantine, civiltà con cui l’Abbazia ebbe diversi contatti (vedi alcuni motivi degli stessi mosaici fruttariensi). Nel globo è riscontrabile l’attributo delle regalità, poichè la Chiesa riconosce in S.Michele il Generale dell’esercito celeste. Il riferimento alla sfera celeste mi sembra, dunque, molto plausibile. Avendo precipitato Satana e le sue schiere, S.Michele ha fatto risplendere la Signoria celeste di Dio. E’ sicuro che anche una sfera d’altro aspetto (cerchio), crociata o meno, con o senza iniziali, possa rimandare ad una moltitudine di simbolismi cosmici e teologici. Oggi non ritengo semplice interpretare che cosa i monaci benedettini fruttuariensi, committenti  del manufatto, avessero scelto in modo specifico.

http://www.theorein.it/filosofia/sibilio/la%20teologia%20cristiana/capitolo%2041.htm

https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/9e/Luitprand_tremissis_661673.jpg.

Scegliendo come chiave interpretativa del mattone in cotto della bifora romanica rappresentante a stampo una navicella con un personaggio assai rozzo, con uno scudo circolare (non più un globo), con accanto il remo- timone (non più un bastone-lancia), all’interno del chiostro originario dell’Abbazia, il nostro punto di vista  sulla Ecclesia Fructuariensis può avere un diverso livello di significazione simbolica, artistica e teologica. Il mattone decorato rinvenuto ha una  tipologia insolita della raffigurazione antropomorfa per il tipo di modellato plastico arcaico, essenziale e stilizzato che raramente si colloca nel contesto delle attuali conoscenze degli archeologi per l’area canavesana. Forse il ritrovamento intendeva simbolicamente testimoniare il ruolo dell’Abbazia benedettina di Fruttuaria nell’attività di assistenza ai pellegrini lungo le vie e l’ubicazione di appositi priorati lungo i guadi d’acqua  delle terre di appartenenza? A tal proposito,  basti citare i monasteri di Rivarotta presso Castellamonte To, Padregnano Mi (Ticino), Mansio At (Tanaro), Castelletto Cn (Stura), di cui è documentata l’attività sia di conversi dediti ai traghetti e ai guadi, sia di monaci addetti alla ospitalità e assistenza dei viandanti e pellegrini che transitavano sull’ «altra sponda». L’Abbazia di Fruttuaria aveva una propria flotta commerciale che faceva riferimento all’altra Abbazia di Capofaro in Liguria (San Benigno di Capofaro), attività svolta in accordo con i genovesi e sulle rotte commerciali della Corsica (Bonifacio)  e Sardegna (La Maddalena). Anche così, la lettura del manufatto rimane però di varia e difficile interpretazione. Considerata la mancanza al momento di raffronti comparativi con aree di produzioni torinesi non è da escludersi la semplice derivazione del manufatto da raffigurazioni romane dell’eporediese o longobarde, e dal vicino bacino di produzione ceramico, posto con probabilità alla scuola di Castellamonte.

Pellegrini medievali

Pellegrini medievali

 


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L’autore è disponibile a replicare l’evento per enti o associazioni. Considerato il numero elevato di richieste si invita a contattare per tempo tramite il sito.

La rassegna di conferenze itineranti nei paesi della Via Romea Canavesana “Res cottidianae” sulla vita quotidiana nel Medioevo approda a Moncrivello nell’ambito della manifestazione “Ieri sposi” organizzata da Duchessa Jolanda e Vita Tre.

Mercoledì 1° maggio alle 16.30 al Castello Valter Fascio, scrittore e studioso di storia locale, consigliere dell’associazione “Rievocando Fruttuaria” e guida volontaria dell’abbazia di San Benigno, parlerà di “Arduino d’Ivrea tra sogno e visioni. Il culto Mariano e l’Ordi…ne degli Umiliati”.

Marchese d’Ivrea, protagonista di scontri con il vescovo Pietro di Vercelli, che rimane ucciso nel 997, Arduino viene scomunicato dal vescovo di Ivrea Varmondo. Perde i comitati di Ivrea e Vercelli, ma alla morte di Ottone III nel 1002 riesce a farsi incoronare Re d’Italia. Dopo lunghe lotte abbandona la contesa politica e si fa monaco di Fruttuaria nel 1014. Morirà quattro anni dopo.

Nel 2012 Valter Fascio ha dato alle stampe sulla rivista “Nova Historica” un saggio sui temi che tratterà nella conferenza: lo studioso vi analizza la figura di Arduino in relazione alla fondazione dei santuari mariani piemontesi di Crea, Belmonte (non lontano dal castello degli avi di Arduino a Valperga) e Sant’Andrea di Torino, e al ruolo svolto dall’Ordine degli Umiliati.

Sulla base di notizie documentate, spesso frutto di ricerche personali condotte con passione, Fascio illustrerà i diversi aspetti di questo personaggio storico importante e controverso per la storia del Piemonte e d’Italia.


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Chiesa benedettina Fruttuariense di S.Giovanni di Cinarca Aiaccio Corsica

S.Giovanni di Cinarca sec. XII (from Wikimapia)

Fructuariensis blak monks of the benedectin Order of Fruttuaria from the Abbey of S.Benigno di Capofaro Genova (dependent on the great Abbey of Fruttuaria in San Benigno Canavese Turin, Italy) were living there in XII century (Cinarca – Ajaccio Corse, France).

Link from: http://wikimapia.org/23320580/San-Ghjuvanni-di-Cinarca


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